|  DOMESTIC STORIES  | 

 

 

Cambiare casa porta a lasciare dietro di sè frammenti della propria storia e della propria identità.

Frammenti che si perdono nel passaggio ad un nuovo proprietario che spesso desidera sbarazzarsi delle tracce passate, di una storia che sente non appartenergli. Allo stesso modo, le case non vedono solo sedimentarsi ricordi individuali, ma sono testimoni di forme passate dell’abitare, di vita quotidiana, trasformazioni degli spazi e delle strutture: le case registrano i molti modi in cui una pluralità di soggetti e di culture ha contribuito a dar forma a diversi paesaggi domestici e a modificarli nel corso del tempo. Ma dove finiscono queste storie? Da questa suggestione nasce l’idea di raccogliere i frammenti di storie individuali e collettive, tracce fisiche e testimonianze uniche del passato per farne degli  STORYTELLERS  che diano loro una voce.

 

                                                                                                                  

|  ( HI ) STORIES  | 

 

 

La “storia ufficiale” è segnata da una successione di eventi che tuttavia non sono che degli episodi salienti in un continuum temporale caratterizzato da una quotidianità di fondo, vissuta in prima persona dai grandi protagonisti e costellata di personaggi e vicende minori poco conosciuti. A partire dall’esperienza di ricerca condotta sulla Villa Imperiale di Pesaro, che ha portato al confronto con lettere e documenti antichi, è nato il desiderio di restituire vita a questi frammenti di storie trascorse  all’ombra della grande storia.

 

La riscoperta di resti frammentari di materiali da costruzione, piastrelle e manufatti scartati nel corso dei secoli durante i restauri e la possibilità di recuperarli ha portato alla realizzazione dei primi  (HI) STORYTELLERS. Ogni oggetto nasce da un progetto mirato ad integrare in modo diretto ed evocativo le vicende legate “alle sue storie” ed è accompagnato da una propria biografia critica. L’intento è quello di lavorare anche su altre dimore storiche, in collaborazione con i proprietari e gli enti di tutela preposti, così da portare ad esplorare un patrimonio di esperienze, memorie storiche e narrazioni dimenticate.

 

                                                                                                                  

 

 

 

La realtà economica italiana è sempre stata caratterizzata da realtà produttive sparse sul territorio, capaci di lavorare secondo alti standard qualitativi. Le aziende del settore tessile, di quello della ceramica e di quello manifatturiero, nella stagione d’oro del boom economico, sono cresciute anche grazie al contributo di personaggi di spicco con cui sono nate feconde collaborazioni. Queste hanno spesso segnato la storia e la fortuna delle aziende stesse. Nel tempo tuttavia, solo alcuni oggetti o materiali sono rimasti in produzione, divenendo delle “icone”, mentre altri sono usciti di produzione per mutate esigenze di mercato. Le scorte rimaste nei magazzini delle aziende o nelle cantine delle case rappresentano quindi un tesoro di frammenti di una storia più ampia, quella di una stagione di stretta collaborazione tra industria e mondo progettuale, di un momento particolare nella storia e carriera dei singoli designers e della vita economica del Paese. Il recupero di questi materiali e oggetti, mira a rendere nuovamente attuali le storie del loro progetto in relazione a quella dell’azienda produttrice.

                                                                                                                  

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